Lasciatemi giocare

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I disegni delle spose bambine del campo profughi di ZA’Atari
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Secondo i dati forniti dall’Onu, le minorenni indotte o costrette a sposarsi sono 14 milioni ogni anno, ma il caso delle giovani profughe siriane è particolare.

Se il 48 per cento dei matrimoni coinvolge una bambina fra i 13 e i 18 anni, gli operatori sul campo segnalano casi di fidanzamento anche a 12 o persino a 10 anni.

I motivi sono chiari: un campo di profughi è un ambiente promiscuo, e per le ragazze è sempre presente il pericolo di attenzioni sgradite, molestie, se non di violenza.

Ma oltre allo stupro, è da temere anche il “dopo”, perché la violenta reazione dei familiari più tradizionalisti è quella di attribuire la colpa dell’accaduto alla vittima.

Poiché è il gruppo familiare che ha potere decisionale, per molte famiglie di rifugiati la fortuna più grande è quella che la piccola donna finisca sotto gli occhi di un uomo maturo e questi decida di chiederla come moglie,allora se c’è un pretendente, non si guarda nemmeno il prezzo della sposa.

Per le famiglie è meglio dire sì, accettare la richiesta e sancire per le bambine l’addio ai giochi con le amichette, alle braccia accoglienti della mamma, ma soprattutto la rinuncia alla scuola, ad una formazione autonoma e crescita personale.

Per promuovere una più ampia sensibilizzazione al tema, l’associazione La Rete di Atena con la gentile collaborazione dell’ONG Save The Children, realizzerà inizialmente a Torino e successivamente in Piemonte una mostra di disegni delle spose bambine profughe siriane ospiti nel campo di ZA’Atari, in Giordania.

L’esposizione, dopo il vernissage torinese, avrà un percorso itinerante in altri comuni e province piemontesi:  stiamo attivando contatti con: Bardonecchia, Chieri, Fossano , Biella, e altri comuni del novarese e dell’alessandrino.

Il vernissage cittadino avverrà alla fine di Ottobre 2015 e sarà possibile visitare l’esposizione dei disegni presso l’Ecomuseo della Circoscrizione 1 fino al 20 Novembre, giornata simbolo nella quale nel 1989 fu approvata, dall’assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, la Convenzione sui diritti dell’infanzia.

Tale data, così prossima al 25 Novembre in cui si ricorda la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, mantiene perciò un drammatico fil rouge con le aggressioni che, a dispetto del trattato di Istanbul, vengono ancora perpetrate sulle donne e sulle bambine.

Incontro con Simone Ovart

Per approfondire il tema dell’evento e le situazioni drammatiche ancora vissute da troppe donne nel mondo, sarà ospite la dottoressa Simone Ovart, presidente di Un Women federazione italiana.

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